CON SPACELAND e l'UNIVERSITA' di CAGLIARI, l'ITALIA DIVENTA LEADER SULLE TECNOLOGIE PER L'ESPLORAZIONE UMANA di LUNA E MARTE
In supporto al progetto di voli parabolici sperimentali finanziati per la prima volta da ASI, il progetto Cosmic apre prospettive importanti per lo sviluppo del settore dei voli parabolici in Sardegna gestito da SpaceLand. ''Assieme alla SpaceLand Italia srl - annuncia il Prof. Cao dell'Università di Cagliari- stiamo cercando di far decollare l'aereo che utilizzeremo per testare le nostre tecnologie da uno degli aeroporti della Sardegna''. La scelta dell'aeroporto e' legata a diversi fattori, fra cui la possibilita' di realizzare una societa' consortile che abbia sede e operativita' in Sardegna, e che si occupi appunto di voli parabolici, sia sotto il profilo educazionale e ludico/turistico sia sotto il profilo scientifico e tecnologico.
''Vi sono dei primi contatti - anticipa Cao - con la Eccelsa Aviation di Olbia, la societa' che gestisce il terminal vip di Olbia ed un altro soggetto potenzialmente coinvolgibile e il Geovillage di Olbia''. ''La nascita di una simile societa' consortile - spiega lo scienziato - rappresenterebbe un elemento di enorme prestigio per la Sardegna enorme ma soprattutto ci sarebbe una grossa ricaduta in termini di turismo destagionalizzato, voli si possono fare in qualsiasi momento, ma la cosa piu' importante e' che ci potrebbe essere un percorso di qualificazione per il volo stesso."
SpaceLand sta definendo la prima missione dalla Sardegna quale risposta tecnologica al problema di base dell'esplorazione spaziale, ovvero come far si che le future missioni spaziali non siano vincolate dalla limitata quantità di risorse (intese sia come scorte alimentari sia come rifornimenti di materiali) imbarcabili alla partenza sulla Terra.
Fondamentale è la leadership che con tale iniziativa l'Italia potrebbe acquisire nello sfruttare i materiali sulla crosta lunare e l'atmosfera marziana. In altre parole, l'obiettivo della prima missione SpaceLand dalla Sardegna, aperta a tutti coloro che si addestreranno e saranno qualificati al Campus SpaceLand dopo test di terra e simulazioni subacquee, sarà sviluppare tecnologie che permettano di sfruttare direttamente i materiali presenti nella crosta lunare per fabbricare strumenti e attrezzi per riparare gli eventuali guasti direttamente sul suolo extraterrestre (in codice Isfr: In Situ Fabrication and Repair), ovvero l'atmosfera marziana, che per quanto povera, potrebbe fornire l'acqua e l'ossigeno necessari alla sopravvivenza senza doverseli portare da casa (nome in codice Isru: Insititute Resource Utilisation).
Per iscrizioni: email a SpaceLand at SpaceLand.it